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MOBILITIAMOCI PER DIRE NO AL GARAGE IN VIA FESSIA

Salita dell’Orso è una lunga mattonata che collega corso Sardegna con il santuario della Madonna del Monte.  Si tratta di una “direttissima” pedonale, un tracciato quasi a linea retta che, alternando scalinate a brevi tratti pianeggianti, sale rapidamente a 150 metri slm.  Chi la percorreva nell’immediato dopoguerra si trovava immerso in un ambiente semi agreste, con poche palazzine di modeste dimensioni e moltissimo verde tutto attorno. Alcuni degli appezzamenti limitrofi,  le “ville”, ancora nei primi anni sessanta, erano intensamente coltivati a verdura e frutta.

Tra la seconda metà degli anni cinquanta e i primi anni sessanta la città sale in collina fagocitando tutte il territorio  (qualche residua “villa” resiste tutt’ora nella parte apicale della salita ma qui la città è praticamente finita).  La speculazione edilizia non viene temperata da alcuna visione urbanistica di un qualche respiro: in breve  tutto il territorio si trova ricoperto da colate di cemento e catrame. Nascono dal nulla via Amarena, via Antolini, via  Bellotti, via Ferretto etc.

Da questa orgia edificatrice  rimane miracolosamente illeso un appezzamento di terreno, privato  e recintato, posto fra  via della Zebra, via Fessia e Salita dell’Orso, circa 1500 mq. Deve probabilmente la propria salvezza  al difficoltoso  collegamento con via Biga, attraverso via Fessia. Strada questa di per sé angusta e che conosce un’ulteriore strettoia all’altezza di via Zebra,  dove insiste anche un limite di peso di 10 quintali.   Fino agli anni novanta il terreno viene  in parte attivamente coltivato e in altra parte utilizzato a frutteto. Ultimamente versa  in stato di relativo degrado, disseminato da vasche di eternit, un tempo adibite alla raccolta di acqua per usi irrigui, invaso da rovi in alcuni punti. Restano però numerosi alberi (susini e amareni, grandi fichi, un bel noce, alcuni vecchi ulivi oltre a robinie, sambuchi etc.) e un folto canneto, che esercitano una forte attrazione su numerose specie animali. Nel corso degli anni ho verificato la presenza di merli, tordi, pettirossi, capinere, luì, cincie, fringuelli, passeri, tortore, galletti di marzo, rigogoli, scriccioli, salamandrine dagli occhiali, geotritoni, biacchi, orbettini, luscengole, raganelle, porcospini, persino di un alcune tartarughe greche.

Ora sembra che anche questa piccola oasi sia destinata a  sparire. E’ stato presentata in Comune la richiesta di edificazione di un garage per circa cinquanta auto. Il progetto, all’apparenza non particolarmente invasivo in termini di volumetrie esterne, che non eccedono   la naturale pendenza del terreno, è invece di grande aggressività sul territorio:  prevede infatti  un fronte di scavo di 12 metri per una profondità  di 15 metri.

  E’ chiaro che a questo punto qualche problema nasce tra gli abitanti della zona e non solo fra gli ecologisti. .

Anche  senza  paventare conseguenze catastrofiche quale lo scivolamento di interi strati di roccia, mi sembra praticamente impossibile escludere che una tale costruzione non comporti conseguenze per gli edifici a monte, magari sotto forma di crepe nei muri e nei pavimenti. Mi sembra praticamente impossibile escludere che, in caso di piogge copiose, le acque, anziché raggiungere il rio Fereggiano attraverso i percorsi sotterranei consueti,  non  trovino altre strade interessando gli edifici della sottostante via Zebra (peraltro mi risulta che gli uffici tecnici del Comune non provvedano ad alcuna verifica diretta degli strati di terreno sottostante ma si limitino  ad acquisire la  perizia idrogeologica presentata dalla società richiedente il permesso).

Durante il periodo di costruzione (stimato in tre anni) si renderebbero necessari almeno 7000 transiti di un autocarro Bremach, con enorme impatto acustico sull’ambiente circostante.   Resta inoltre insoluto il problema del  collegamento con via Biga.

Alla fine della storia potremmo trovarci con un ulteriore manufatto che porterebbe, nel cuore di un contesto già con molti problemi, una fonte di rumore e inquinamento a discapito dell’ultima area verde e che costituirebbe motivo di viva preoccupazione per gli abitanti del circondario.  

In seguito a questi  timori alcuni cittadini hanno  dato vita a un comitato spontaneo, il NoGarageFessia, raccolto firme, chiesto e ottenuto un incontro con il Municipio Bassa Valbisagno, ricevute assicurazioni sull’impegno del Municipio.  Purtroppo temo che non sarà sufficiente. Se la questione viene mantenuta al solo livello tecnico una volta verificata la rispondenza del progetto al regolamento edilizio comunale, l’assenza di particolari vincoli, trovato il conforto di una relazione idrogeologica rassicurante è possibilissimo che il Comune dia il suo placet. D’altronde si tratta di un terreno privato e il parere del Municipio non ha carattere vincolante.

Occorre a mio avviso che accanto al piano  delle considerazioni tecniche   venga evidenziato anche l’aspetto politico e questo può farlo in maniera coerente solo   una forza come la nostra, completamente estranea ai giri di poltrone e ai giochi delle convenienze e dei reciprochi favori. Dobbiamo sviluppare un’azione di mobilitazione popolare che metta   in evidenza come l’eventuale concessione edilizia rimane comunque una operazione politica con precisi responsabili  e non il necessario corollario di un corretto iter di verifiche tecniche.    Anche ammettendo  che tutto sulla carta sia perfetto la giunta Vincenzi non deve  ugualmente firmare il permesso a costruire.

  Dopo il crollo di via Dagnino a Pegli (novembre scorso) la signora Vincenzi ha detto: «Basta con i cantieri in collina. Dopo gli scempi fatti in Italia e anche in Liguria e nella nostra città negli anni Sessanta e Settanta, basta con cantieri e il costruire una casa appiccicata all’altra, è un sistema da rivedere profondamente e da abbandonare. Quanto fatto in quegli anni presenta il suo conto, continuerà a presentarlo ogni volta che ci saranno problemi di questo genere» (il Secolo XIX del 22-11—2009).

 Questo è il momento di ricordarglielo e di richiamarla alla coerenza.  Almeno fino a quando non verrà modificato l’articolo 41 della Costituzione ha tutti i mezzi per opporsi.

Credo che il nostro partito debba impegnarsi a fondo su questo problema, sia attraverso l’appoggio al comitato NoGarageFessia, sia anche con iniziative autonome di volantinaggio e coinvolgendo i nostri rappresentanti a tutti i livelli.

 

Per chi non conoscesse la zona consiglio di cercarla su Google Earth, coordinate 44gradi, 24 primi, 53,55 sec. Nord – 8 gradi, 57 primi, 30,35 sec. Est  altezza volo circa 300 mt.

 

Luciano della Bianchini

 

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FUORI I FASCISTI DA GENEVA!

Considerazioni sul partito dopo l’esito delle elezioni regionali

di Carlo del Circolo Bianchini

L’introduzione, della riflessione è la traccia che il compagno Luciano, ci ha dato con e-mail collettivo, invitandoci, a dire la nostra.

 io provo con la speranza che il blog della bianchini, sia più partecipato del solito, perché se funzionasse, potrebbe essere una cassa di risonanza, che dovrebbe andare oltre il circolo, per essere lanciato il blog, dovrebbe avere una spinta iniziale solida che può essere impressa solo ed a condizione che tutto il circolo o buona parte partecipa, intanto come forum libero , non personale ed esclusivo dove nessuno sarà censurato, come spesso succede andando per blog sulla rete, e tutti potranno portare il proprio contributo, a capire meglio la situazione attuale e quale prospettiva c’è nel futuro di questo partito e se un futuro c’è l’ha questo partito, perché avvitati come siamo tra continui cambiamenti di contenitori, e di orizzonti , e senza , un nuovo Manifesto politico, che ci chiarisce, che cosa vuol dire essere comunisti nel ventunesimo secolo, e quali compiti ci aspettano, e con quale strumenti vogliamo realizzarli, sarà difficile che  nei prossimo anni esisteremo ancora come partito, dentro la società e dentro le istituzioni. Ci servono tutte le intelligenze che sicuramente abbiamo e tutta la generosità che la nostra gente è capace e disponibile a  dare

1)!come percepiscono il partito i compagni iscritti” io credo che ci sono due categorie di compagni,quelli che seguono , ed hanno sempre seguito la “linea” che sono amareggiati ed avvertano un senso di impotenza e di sconforto, per la sfortuna maledetta del nostro partito, hanno qualche incertezza su qualche dirigente, ma nella sostanza credono che la fortuna prima o poi tornerà, questi compagni credono che a sbagliare siano sempre gli altri e che noi siamo stati semplicemente abbandonati da Dio e dal fato. Ci sono altri(un discreto zoccolo duro)  che sono sempre diffidenti di tutto e su tutto, sanno benissimo che sicuramente il muro di berlino cadendo ha prodotto tante macerie,ma sanno anche che di macerie ne hanno prodotto altrettanto questi dirigenti che cresciuti sull’onda lunga del vento del est, continuano a dire una cosa e farne un’altra , dicono, basta alla casta e poi derogano dallo statuto per andare a cercare qualche poltrona a qualcuno, dicono di essere parte integrante del movimento “NO TAV” ma si alleano, con la signora “SI TAV” , e poi si meravigliano che non ci votano, dicono che sono comunisti e si alleano con la BONINO, che è una anticomunista dichiarata, parlano di questione morale e si alleano con Bassolino e Loiero, lanciano slogan  dove invitano il partito a tenere su la testa, ma poi la abbassano loro genuflettendosi a Milano ai piedi di Penati che non li vuole, dicono mai con l’UDC  e poi si alleano, in Puglia hanno portato acqua solo al mulino di Vendola senza prendere un solo eletto, e potrei continuare per delle ore , in sostanza. Siamo allo sbando perché i dirigenti attuali a tutti i livelli, non hanno un orizzonte dove andare a parare, se no come si spiega il fatto, che con la scusa che dobbiamo superare il quorum ci dobbiamo alleare con cani e porci? Questa litania (che il sistema elettorale ci impone di allearci), c’è la cantano assieme ai dirigenti anche gli iscritti del primo gruppo, “sempre in linea”.

Come si fa a non porsi le domande; ma questi signori, davvero vogliono cambiare la società o vogliono solo cambiare il loro status sociale? Se vogliono cambiare la società devono avere o no all’orizzonte il superamento del 4%, un partito che vuole cambiare lo stato di cose esistente, può avere paura di non superare il quorum? e se pensano di non superare il quorum con quali strumenti vogliono cambiare la società alleandosi con l’UDC?.

2) “come ci vedono gli altri” io penso che gli altri ci vedono come siamo , insignificanti , inutili e uguale agli altri, perché votarci se possono votare l’originale?.

3) “quale prospettiva per il futuro”, io credo che la situazione è matura nella società per un cambiamento,  i frutti sono maturi solo che non c’è nessuno all’orizzonte che sa scrollare l’albero, se un movimento come quello di un comico, in Toscana raccoglie quasi 8% ed in Piemonte il 4% di media con punte del 30% a Bussoleno ed in val Susa, qualcosa vuol dire, in Liguria ci siamo salvati perche , per adesso non c’era la lista , ma alle prossime elezioni ci saranno e o noi saremo pronti o scompariremo. Questa gente non importa se è di destra o di sinistra , ma viene percepita come credibile e coerente, sono persone che vivono,(gli eletti) con 1.400,oo € al mese il resto alla organizzazione, hanno promesso (e lo faranno) che tutte le sedute importanti saranno filmate e messi in rete, se lo faranno sarà una rivoluzione, e potranno veder chi sta con chi, fa impressione vedere come ho visto io Sul Primo canale, Marco Nesci difendere Montaldo, sulla sanità, e poi ci lamentiamo che abbiamo perso.

Mi fermo qui perché sono stato già molto pesante, sperando che altri compagni continuano su altre questioni più importanti e paradossali, la situazione ligure e altro.

Carlo della Bianchini

 

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PARTIGIANI IERI! PARTIGIANI OGGI!

VOTA COMUNISTA

Serata per Gaza

Domenica 14 febbraio Circolo PRC Bianchini P.zza Romagnosi 4 canc. Genova Marassi, serata in favore della popolazione di Gaza a poco più di un anno dall’operazione “piombo fuso”, massacro compiuto nei confronti della popolazione palestinese da parte dell’esercito israeliano.

18,00: proiezione del film To shoot an elephant
Documentario 2009 112′
di Alberto Arce e Mohammad Rujailah
Premio Festa dei Popoli alla miglior regia e al cineasta più innovativo
L’eccezionale testimonianza filmata del’Operazione Piombo Fuso,
con cui l’esercito israeliano rase al suolo Gaza tra il 27 dicembre 2008 e il 18 gennaio 2009.

20,00 Cena a sostegno del Progetto Let’s learn English
Hommous, Tabboulè, Cous Cous di carne o vegetariano (euro 12,00)
Il Progetto, realizzato da Zaatar, insieme al partner palestinese Ajyal Association for Creativity e Development,
è rivolto all’insegnamento della lingua inglese per 5 studenti universitari, 75 bambini tra i 9 e i 12 anni e 75 madri.

Per agevolarci si prega di prenotare entro venerdì 12 telefonando a:
Elisabetta 3396730729
Marco 3337914004.

Inziativa a cura di
Associazione Zaatar Onlus
ControCorrente
UDAP Sez di Genova
Mente e Guerra
API Associazione Palestinesi in Italia

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MERCOLEDI’ 27 GENNAIO, ALLE ORE 21, ATTIVO DEGLI ISCRITTI IN BIANCHINI

L’attivo degli iscritti al Circolo Bianchini è convocato per mercoledì 27 gennaio alle ore 21. Sarà presente il compagno Grassi della Segreteria Nazionale. Tutti i compagni sono invitati a partecipare e a portare il proprio contributo alla discussione che verterà principalmente sulle scelte del partito in vista delle elezioni regionali e sull’impostazione della campagna elettorale.  L’invito è aperto anche ai compagni degli altri circoli e ai simpatizzanti.

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LUNEDI’ 18 GENNAIO 2010, ALLE ORE 21, IN BIANCHINI

Lunedì 18 gennaio, alle ore 21, sarà presente al Circolo Bianchini il  compagno Olivieri, segretario regionale del PRC.   Olivieri illustrerà  sia i termini della discussione in corso presso gli organismi dirigenziali sulla collocazione del partito nelle prossime elezioni regionali che i criteri di scelta dei candidati nella nostra lista.  Seguirà dibattito.

Tutti i compagni interessati sono invitati a partecipare

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Compagni, la ricreazione è finita

Compagni, la ricreazione è finita

di Luciano Circolo Bianchini

Da giovane tendevo a formulare giudizi sommari  e a schierarmi spesso per partito preso. Con l’età ho capito che bisogna cercare  di comprendere le ragioni dell’interlocutore anche quando si tratta di un avversario.  Da allora mi sono sforzato di attenermi a questa massima, anche in politica. Nel partito poi (provengo dal PCI) ho sempre dato molta importanza all’unità e quindi spesso ho finito con l’adeguarmi  a  decisioni che non mi convincevano.  Faccio questa premessa per far capire che non sono una persona che ama la polemica fine a se stessa, sempre e comunque contro. All’ultimo congresso ho votato la mozione Ferrero, sono tendenzialmente contrario al correntismo, mi ritengo caratterialmente un moderato.

Così, quando il compagno Ferrero è venuto, nel luglio scorso, alla Bianchini e ha detto senza mezzi termini che non possiamo porci pregiudizialmente contro le alleanze col PD nelle prossime regionale ma dobbiamo valutare i programmi regione per regione, non ho condiviso ma ho colto il senso del discorso e il timore che sottintendeva: abbiamo bisogno di visibilità, già siamo spariti dal parlamento, se spariamo anche dalle giunte allora c’è il pericolo che il partito sparisca fisicamente.

Nel frattempo è nata la Federazione della Sinistra. E’ nata da iniziative personali, senza che i compagni della base ne fossero coinvolti e ha comportato immediatamente la necessità di tener conto di quanto faranno i compagni del PDCI anche a livello di alleanze locali. Ora, come sappiamo, il PDCI è un partito istituzionalista, fondamentalmente orientato alla alleanza col PD, seppure in un’ottica frontista. Ne consegue che tener conto della federazioni significa entrare sempre in giunte di alleanza con PD, almeno dove il PD ci accetta. La valutazione del  programma regione per regione passa un po’ in secondo piano.  Non condividevo neanche questa scelta ma ne vedevo comunque la logica: occorre andare verso una riaggregazione di soggetti di sinistra e non verso una continua frammentazione che ci rende persino ridicoli agli occhi del nostro elettorato potenziale. 

Conseguentemente quando ho appreso che dalla Segreteria Nazionale venivano pressioni per un accordo di programma con Burlando, accordo che formalmente doveva essere avallato dal Comitato Politico Regionale, non mi sono scandalizzato. Ancora una volta non ero d’accordo ma capivo.

Ora però mi trovo di fronte a decisioni che non condivido e faccio anche fatica a capire o meglio a capire come frutto di azioni in buona fede.   Insomma, posso anche accettare che il partito decida l’alleanza col PD fingendo di apprezzare un programma che non esiste. Posso anche capire che si sorvoli sulla inevitabile conseguente alleanza con L’UDC perché altrimenti si rischia l’estinzione. Ma almeno si deve dare ai compagni prova di assoluta buona fede e dare garanzia che non esistono considerazioni di altro tipo. Tale prova non può venire che dai nomi   dei compagni in lista e in listino. Se si scopre che nel listino c’è il compagno Conti, che si era affrettato a dichiararsi pubblicamente favorevole alla riconferma dell’alleanza già molto prima che il CPF si esprimesse; se addirittura si scopre che in lista è presente, per la terza volta e malgrado lo statuto lo vieti, il compagno Nesci (ovviamente lo statuto lascia spazio ai casi eccezionali ma, con tutto il rispetto, non riesco a cogliere l’eccezionale contributo da lui dato alla causa) allora il sospetto che si tratti di un’enorme presa in giro diventa fondato. Insomma, sembra che la storia sia un po’ questa: lasciamo pure che nei circoli si discuta e si polemizzi, che si facciano conferenze per stabilre norme comportamentali (Carrara),  che si redigano statuti e quanto altro, ma al momento giusto (in vista delle elezioni) la ricreazione finisce, ci troviamo di fronte al fatto “eccezionale”, i notabili entrano in gioco e calano le loro carte. A questo punto si scopre chi effettivamente ha in mano il partito.

Mi sono ricordato di alcuni avvenimenti in margine all’ultimo congresso  di federazione, quando è stata nominata la commissione elettorale con il compito di propore i candidati ai comitati politici federale e regionale. In entrambi i casi è stato chiamato a prenderne parte il compagno Nesci che quindi ha potuto giocare un ruolo importante sulla scelta di chi un domani avrebbe deciso sulla collocazione del partito in regione e sulle liste. Sul momento la cosa è apparsa del tutto normale ma alla luce di quanto è avvenuto mi sembra evidente di come si sia trattato di un caso palese di conflitto di interesse. . Non conosco come siano andate le cose per la federazione del Tigullio ma immagino che il compagno Conti abbia avuto un ruolo analogo. Mi pare di ricordare persino un minacciato sciopero della fame di Conti in favore della ricandidatura di Olivieri alle ultime politiche. Ora Olivieri è segretario regionale e magari sente un debito di riconoscenza

 In una recente lettera aperta al partito il compagno Mantovani denunciava “patti trasversali fra istituzionali interni ed esterni al partito e lotte fra diverse fazioni con l’unico scopo di assicurarsi il controllo degli organismi preposti a prendere le decisioni circa le alleanze elettorali”. Non credo che Mantovani sia un profeta ma piuttosto un fine conoscitore dell’apparato. Le  stesse modalità della convocazione del Comitato Politico Federale (tra Natale e Capodanno) sono sospette. Sono sospette le modalità di sostituzione dei compagni dimissionari. A questo punto trovo sospetta anche una certa opposizione folcloristica che si astiene su decisioni che dovrebbero inorridirci.

Insomma compagni questa volta fatico veramente ad adeguarmi ma sono consapevole di come questa mia opinione, come quella della maggioranza degli iscritti, quando si devono prendere decisioni “serie” diventi veramente insignificante.  Di una cosa sono certo: la politica in senso positivo, la collocazione a favore di una mozione congressuale o di un’altra, l’analisi sulla situazione del movimento progressista e sulla nostra collocazione, l’impegno a fianco  del movimento operaio, tutto ciò che rende positivo e nobile l’impegno dei comunisti, non ha niente da spartire con tutto ciò.

Luciano della Bianchini

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L’indignazione del partito

di Carlo - Circolo Bianchini

Cari compagni della bianchini, ed in generale di tutto il partito,scrivo questo contributo/appello, dopo cio che è avvenuto al regionale.

altro che “in basso a sinistra” qui stiamo vedendo solo “in alto a destra” colgo l’occasione per scrivere anche se siamo sotto le feste data l’indignazione di tutti quelli che ho sentito, personalmente, e via e-mail, la furbata che hanno fatto di indire un regionale nelle piene festività e e a 2 giorni da capodanno la dice lunga sulle intezioni dei notabili del partito e del partito delle poltrone e degli assessori in merito alle alleanze ed anche in merito a chi comanda , dov’è Scarabelli? possibile che non si faccia sentire, per quanto riguarda genova allle consultazioni dei direttivi di circolo lui era presente,ed allora chi rappresenta questa voce(in maggioranza contro l’alleanza) se non il segretario pèrovinciale?si è iscritto anche lui al partito degli assessori?(è una domanda retorica ma è una domanda) nessuna insinuazione ma si faccia sentire, non deluda le aspettative che sulla sua persona io personalmente ed altri avevano fatto.

è possibile non sentire il grido del partito morente,è possibile che poche persone che governavano il partito prima in nome di bertinotti ed adesso in nome dell’antibertinottismo, facciano il bello ed il cattivo tempo? forse questa casta(o ceto politico)autoferenziale, è  diventata anche un pò aristocratica immaginando di dover guidare il popolo bue, senza tante storie,si  credono forse discepoli di nietzsche che immaginava al governo, una casta di notabili aristocratici che non doveva andare tanto per il sottile? o meglio ancora il governo dei filosofi di platoniana memoria? rivoltiamoci o il partito scomparirà.io da tempo intervengo su tutti blog, cercando di dire la mia, di seguito allego un post(uno dei tanti) che ho mandato al blog di Ferrero, non so se lo publica.

Caro segretario, (o chiunque ha il compito di gestire questo BLOG)perchè ci bombardi di quesiti interessanti, senza dare il tempo per l’approfondimento? e una tua intenzione , quella del mordi e fuggi, con l’intento di dare una parvenza di democrazia ad un partito che democratico non è?, e dico queste cose a ragion veduta ,e potrei portare mille esempi se il (BLOG) fosse strutturato per discutere, dando il tempo a tutti di partecipare, invece quando quesiti interessanti ( come nessun inciucio. o dicono di noi, ecc.)prende consistenza, veniamo investiti da nuovi e abbondanti quesiti , si vuole forse mettere tanta carne al fuoco perchè non se ne cuocia nessuna ? si vuole gestire(offrire) solo uno sfogatoio, ma senza costrutto? perchè non discutiamo di come vengono fatte le alleanze a le candidature? perche non discutiamo delle implicazioni che hanno sul partito federazioni con generali senza truppe ma che essendo generali vogliono solo comandare ? si potrebbe dire che ci sono luoghi più deputati per queste cose, ma non è vero io parlo di Genova (ma penso che tutto il momdo è paese) dove nonostante la maggioranza dei derettivi dei circoli si è espressa, per non allearsi con burlando, i notabili del regionale non ne hanno tenuto conto neanche un po ed allora dove è il luogo per discutere di queste cose, se nei tuoi BLOG è impossibile approfondire,(e poi difficilmente rispondi) e nelle sedi di partito è inutile? altro che “in basso a sinistra”, lo slogan e bello ma in realtà noi sperimentiamo “in alto a destra” ci spingete a cercare altri spazi magari sui BLOG di Travaglio o di Grillo, o peggio ancora a rivolgerci a Di Pietro.

di quello che ho detto ne parla il SECOLO XIX del 29 /12/ 2009, dimmi se giusto(e se è il partito che sogni) che noi militanti dobbiamo sapere dell’alleanza con Burlando solo dai giornali? non bisogna (alla luce di quello che succede)interrogarsi sulla lunga gestiazione e del difficile parto del segretario regionale ligure?, fatto di compromessi ed accordi sottobanco con quelli che governavamo il partito con Bertinotti, e lo governano nel nome del antibertinottismo )GIUSEPPE TOMMASO DI LAMPEDUSA era un genio, ma parlava della sicilia, mentre il trasformismo, ha valicato da tempo quei confini.sono sicuro che non dovrò publicare su FACEBOOK questa riflessione perchè sara publicato.

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