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Compagni, la ricreazione è finita

Compagni, la ricreazione è finita

di Luciano Circolo Bianchini

Da giovane tendevo a formulare giudizi sommari  e a schierarmi spesso per partito preso. Con l’età ho capito che bisogna cercare  di comprendere le ragioni dell’interlocutore anche quando si tratta di un avversario.  Da allora mi sono sforzato di attenermi a questa massima, anche in politica. Nel partito poi (provengo dal PCI) ho sempre dato molta importanza all’unità e quindi spesso ho finito con l’adeguarmi  a  decisioni che non mi convincevano.  Faccio questa premessa per far capire che non sono una persona che ama la polemica fine a se stessa, sempre e comunque contro. All’ultimo congresso ho votato la mozione Ferrero, sono tendenzialmente contrario al correntismo, mi ritengo caratterialmente un moderato.

Così, quando il compagno Ferrero è venuto, nel luglio scorso, alla Bianchini e ha detto senza mezzi termini che non possiamo porci pregiudizialmente contro le alleanze col PD nelle prossime regionale ma dobbiamo valutare i programmi regione per regione, non ho condiviso ma ho colto il senso del discorso e il timore che sottintendeva: abbiamo bisogno di visibilità, già siamo spariti dal parlamento, se spariamo anche dalle giunte allora c’è il pericolo che il partito sparisca fisicamente.

Nel frattempo è nata la Federazione della Sinistra. E’ nata da iniziative personali, senza che i compagni della base ne fossero coinvolti e ha comportato immediatamente la necessità di tener conto di quanto faranno i compagni del PDCI anche a livello di alleanze locali. Ora, come sappiamo, il PDCI è un partito istituzionalista, fondamentalmente orientato alla alleanza col PD, seppure in un’ottica frontista. Ne consegue che tener conto della federazioni significa entrare sempre in giunte di alleanza con PD, almeno dove il PD ci accetta. La valutazione del  programma regione per regione passa un po’ in secondo piano.  Non condividevo neanche questa scelta ma ne vedevo comunque la logica: occorre andare verso una riaggregazione di soggetti di sinistra e non verso una continua frammentazione che ci rende persino ridicoli agli occhi del nostro elettorato potenziale. 

Conseguentemente quando ho appreso che dalla Segreteria Nazionale venivano pressioni per un accordo di programma con Burlando, accordo che formalmente doveva essere avallato dal Comitato Politico Regionale, non mi sono scandalizzato. Ancora una volta non ero d’accordo ma capivo.

Ora però mi trovo di fronte a decisioni che non condivido e faccio anche fatica a capire o meglio a capire come frutto di azioni in buona fede.   Insomma, posso anche accettare che il partito decida l’alleanza col PD fingendo di apprezzare un programma che non esiste. Posso anche capire che si sorvoli sulla inevitabile conseguente alleanza con L’UDC perché altrimenti si rischia l’estinzione. Ma almeno si deve dare ai compagni prova di assoluta buona fede e dare garanzia che non esistono considerazioni di altro tipo. Tale prova non può venire che dai nomi   dei compagni in lista e in listino. Se si scopre che nel listino c’è il compagno Conti, che si era affrettato a dichiararsi pubblicamente favorevole alla riconferma dell’alleanza già molto prima che il CPF si esprimesse; se addirittura si scopre che in lista è presente, per la terza volta e malgrado lo statuto lo vieti, il compagno Nesci (ovviamente lo statuto lascia spazio ai casi eccezionali ma, con tutto il rispetto, non riesco a cogliere l’eccezionale contributo da lui dato alla causa) allora il sospetto che si tratti di un’enorme presa in giro diventa fondato. Insomma, sembra che la storia sia un po’ questa: lasciamo pure che nei circoli si discuta e si polemizzi, che si facciano conferenze per stabilre norme comportamentali (Carrara),  che si redigano statuti e quanto altro, ma al momento giusto (in vista delle elezioni) la ricreazione finisce, ci troviamo di fronte al fatto “eccezionale”, i notabili entrano in gioco e calano le loro carte. A questo punto si scopre chi effettivamente ha in mano il partito.

Mi sono ricordato di alcuni avvenimenti in margine all’ultimo congresso  di federazione, quando è stata nominata la commissione elettorale con il compito di propore i candidati ai comitati politici federale e regionale. In entrambi i casi è stato chiamato a prenderne parte il compagno Nesci che quindi ha potuto giocare un ruolo importante sulla scelta di chi un domani avrebbe deciso sulla collocazione del partito in regione e sulle liste. Sul momento la cosa è apparsa del tutto normale ma alla luce di quanto è avvenuto mi sembra evidente di come si sia trattato di un caso palese di conflitto di interesse. . Non conosco come siano andate le cose per la federazione del Tigullio ma immagino che il compagno Conti abbia avuto un ruolo analogo. Mi pare di ricordare persino un minacciato sciopero della fame di Conti in favore della ricandidatura di Olivieri alle ultime politiche. Ora Olivieri è segretario regionale e magari sente un debito di riconoscenza

 In una recente lettera aperta al partito il compagno Mantovani denunciava “patti trasversali fra istituzionali interni ed esterni al partito e lotte fra diverse fazioni con l’unico scopo di assicurarsi il controllo degli organismi preposti a prendere le decisioni circa le alleanze elettorali”. Non credo che Mantovani sia un profeta ma piuttosto un fine conoscitore dell’apparato. Le  stesse modalità della convocazione del Comitato Politico Federale (tra Natale e Capodanno) sono sospette. Sono sospette le modalità di sostituzione dei compagni dimissionari. A questo punto trovo sospetta anche una certa opposizione folcloristica che si astiene su decisioni che dovrebbero inorridirci.

Insomma compagni questa volta fatico veramente ad adeguarmi ma sono consapevole di come questa mia opinione, come quella della maggioranza degli iscritti, quando si devono prendere decisioni “serie” diventi veramente insignificante.  Di una cosa sono certo: la politica in senso positivo, la collocazione a favore di una mozione congressuale o di un’altra, l’analisi sulla situazione del movimento progressista e sulla nostra collocazione, l’impegno a fianco  del movimento operaio, tutto ciò che rende positivo e nobile l’impegno dei comunisti, non ha niente da spartire con tutto ciò.

Luciano della Bianchini




Commenti

Commentato da carlo circolo bianchini
Data 1 Gennaio 2010 alle 10:57

Caro Luciano, sono contento ,che anche tu ti sei iscritto al partito degli scettici, al partito che vedono imbrogli e sentono puzza ovunque, sono contento perchè il fetore generato da alcune manovre che di politico non hanno niente, ha reso l’aria irrespirabile anche per quelli che prima si turavano il naso .
bene hai fatto a mettere alla berlina “la folcloristica opposizione che si astiene” io di del partito che non crede più, ne faccio parte da tanti anni,ed il fatto che compagni con il tuo percorso, che diciamo la verità, quell’essere sempre comprensivo ricorda molto un personaggio, del varietà “quelli della notte” certo Ferrini, mitico personaggio che mimava col suo borsello anni settanta, il militante comunista rmiliano di base che non capiva più cosa stava accadendo”non capisco ma mi adeguo”. mi convince sempre più che ho raggione
dico questo, perchè proprio perchè provieni dal PCI, avresti dovuto essere vaccinato al trasformismo, al narcisismo al personalismo, tutti sappiamo come è finito quel partito e chi sono gli eredi più notabili. che in questi giorni, mentre seppelliscono(culturalmente) Berlinguer riabilitano BETTINO CRAXI.
meglio tardi che mai ,ma nelle tua bellissima e lunga lettera ho letto solo , il disguto, il disincanto, la consapevolezza che sinistri personaggi si sono impadroniti del partito, per farne uno strumento di promozione personale,
ma non ho letto il “che fare”c’e ancora spazio,”per ottimismo della speranza” di poter fare politica attiva o secondo te dobbiamo ritirarci, nel privato? cosa possiamo fare per sottrarci alla funzione di costituire il concime(letame) per il raccolto personale di alcuni?
con affetto e tanti auguri di buon anno,CArlo

Commentato da Christian
Data 2 Gennaio 2010 alle 00:57

Cari Carlo e Luciano,
intevengo in questo post ma è come se intervenissi anche al precedente post di Carlo che come questo stimola
il dibattito in un momento come questo, un momento che non è poco secondo me definire drammatico per diversi motivi.
Drammatico prima di tutto perchè viene dopo un congresso in cui tutti pensavamo che realmente ci sarebbe stata una
discontinuità rispetto al passato, nei metodi e nella linea politica, in parole povere quello che avevamo chiamato
“Svolta in basso a sinistra”. Alla luce degli avvenimenti, come correttamente dice Carlo, questa parola d’ordine viene
negata e stravolta in ogni sua parte, assistimo infatti ad una vera e propria “Continuità in alto a destra”. “In alto” perchè
i metodi sono rimasti i soliti, quando ad uno degli ultimi CPF presentai insieme ad altri compagni un OdG che chiedeva
il referendum tra gli iscritti per le prossime elezioni regionali qualcuno della Segreteria Provinciale arrivò
addirittura al punto di dire che il referendum è il metodo più antidemocratico che possa esistere!! “A desra” perchè come
è facile notare c’è stato uno scivolamento verso destra e verso posizioni moderate che mai nessuno avrebbe potuto immaginare.
Un anno fa, quando si parlavo di alernatività e autonomia dal PD, chi avrebbe mai immaginato che oggi ci saremmo ritrovati in
coalizione non solo col PD ma addirittura con l’UDC?? Quel UDC, quello di Totò Cuffaro, si proprio lui, quello dei cannoli!!!
E’ tutto questo perchè? Perchè secondo il nostro attuale gruppo dirigente, locale e nazionale, la priorità oggi non è
ricostruire la credibilità e il radicamento sociale sperperati in anni di gestione criminale del partito, bensì raggranellare (
leggasi elemosinare) il massimo dei consiglieri regionali che si riescono a ottenere in una coalizione impresentabile con il
solito spauracchio che altrimenti torna la destra. D’altronde cosa ci potevamo aspettare dai nostri attuali dirigenti che in
fondo sono in parte gli stessi della gestione passata, cioè quelli che hanno creato i disastri che sappiamo??
Credo poi che la scelta dei nomi, cioè i soliti nomi, sia figlia proprio di queste logiche, sia dimostrazione della “Continuità”
che si oppone alla “Svolta”.
Detto questo, che comunque è poco rispetto a quanto ci sarebbe da dire e che sicuramente avremo modo di approfondire,
chiudo citando Spinoza, “ne piangere, ne ridere ma capire”.
Capire come si è arrivati a questo punto, capire dov’è stato l’errorre e correggerlo. Un buon metodo secondo me potrebbe essere
una discussione tra gli iscritti, a partire dal nostro circolo, per stabilire se effettivamente la base di questo Partito si
sente effettivamente ancora rappresentata dai suoi dirigenti.

Commentato da Luciano dellaBianchini
Data 2 Gennaio 2010 alle 16:05

Ciao Carlo, innanzi tutto contraccambio gli auguri di buon anno.
Nel PCI che ricordo vi erano grandi personalità ma non grande personalismo. Ovviamente non si può leggere nel cuore degli uomini ma certamente il comportamento pubblico dei politici PCI di un certo spessore era contraddistinto da una specie etica personale che metteva comunque il partito al primo posto. Certamente erano tempi diversi e anche uomini diversi, entrati per la maggior parte in politica quando dirsi comunista non era proprio fare una scelta comoda e selezionati da anni di lotta.
Sarebbe comunque interessante approfondire collegialmente cosa è stato il PCI nel bene e nel male.
Per quanto riguardo l’oggi penso che la speranza di un rinnovamento possa venire solamente da una mobilitazione dal basso, innanzi dai Circoli. E occorre non lasciarci ingannare dalla supposta eccezionalità della situazione. Come ricorderai è proprio nella situazione eccezionale, diceva Schmitt che era un reazionario ma sapeva guardare le cose in maniera impietosa, che si vede su cosa si fonda la sovranità. E’ allora che il “politico” prende in autonomia le decisioni necessarie a dispetto di un “popolo” che credeva di essere sovrano.
Saluti

Commentato da Maurizio
Data 4 Gennaio 2010 alle 14:08

Caro compagno luciano, apprezzo e condivido il tuo sfogo.
Non mi inoltrerò ulteriormente nell’analisi politica. Vorrei umilmente rivolgere un domanda ai nostri politici di grido : Ma voi oltre a voi stessi chi credete di rappresentare? sicuro che, visto l’infimo spessore dei notabili di turno, alla mia domanda nessuno di lor signori avrà la faccia di rispondere.
Saluti comunisti a chi ancora si ritiene comunista.
Maurizio Natale
del Direttivo Circolo Bianchini.

Commentato da carlo circolo bianchini
Data 7 Gennaio 2010 alle 15:55

niente dal momento che il nostro blog ha perso la gara con FACEBOOK nel senso che è praticamente deserto, ne approfitto,per inserire una lettera che oggi ho mandato al BLOG di Paolo ferrero, al POST- PUGLIA-PRC”IL PD PREFERISCE SCONFITTA ALLA SINISTRA,
Caro segretario, mi considero un ferrariano, e sono illuso, che c’io che accade nelle elezioni regionali, evidenziano la tu debolezza nel partito,(anzichè la tua volontà) tirato da una parte e dall’altra.
questo non mi impedisce di fare alcune considerazioni sulla stato del partito(rispetto alle regionali)ed anche indirettamente alla questione Pugliese, tu stesso riconosci che Vendola stesso è stato ambiguo rispetto all’apertura a UDC e Polibertone, come dire che non è Vendola che non vuole UDC e POlibertone, ma sono loro che non civogliono.questo mi suggerisce che nonstante il congresso”in basso a sinistra” siamo rimasti in balia dei notabile locali, il famoso partito degli assessori.
anche noi a genova , la stragrande maggioranza dei militanti siamo a sperare che UDC non ci voglia, perchè per i nostri dirigenti del regionale, siamo alleati con burlando a prescindere che ci sia Udc o meno,ora mentre credo che è sacrosanto alleasi in una spece di CLN con UDC limitatamente a ripristanare al legalità a livello nazionale, questo non ha nessuna ragione(salvo procurare il posto a qualche nostro dirigente disoccupato)a livello locale.
ti prego di considerare l’indignazione che c’è a genova non solo per L’alleanza con il partito di Cuffaro, ma anche per le modalità per arrivare alle candidature, senza nessuna discontinuita , addirittura fino ad arrivare alla deroga dello statuto, per candidare personaggi non candidabili secondo statuto.
siappiamo che lo statuto prevede deroghe , ma devono essere giustificate, dev’esserci una urgenza inderogabile, ma a genova non c’era, e nessuno c’è la spiegato,ora capisci da solo che se dallo statuto si puo derogare senza motivo non ci vogliono grandi giuristi per capire, che azioni si fatte delegittimano e si sviliscono lo statuto, che mette dei limiti che nessuno tiene in conto, a genova al di la dell’aspetto legalitario c’è un aspetto morale che un partito se vuole esistere non può prescindere,mi riferisco al fatto che tutti noi a genova ci ricordiami quanto è stato travagliato l’elezione del segretario regionale, dando l’impressione che si è rimandata l’elezione finche non è stato trovato l’accordo che garantiva tutti i contraenti, ossia a genova l’abbiamo percepito, come un accordo sottobanco che le candidature confermano anziche smentire, si aggiunga, che tutti ci ricordiamo che un candidato, che non voglio nominare per rispetto, ha fatto lo sciopero della fame(come sai) per Olivieri(attuale segretario) in occasione delle elezioni nazionali,ora sembrerebbe che questo soggetto sia passato all’incasso, prescindo dal fare considerazioni, sulla bontà del’accordo con burlando pa non posso tacere, che regole che permettono a pochi dirigenti illuminati di dicidere sulle spalle di un popolo riottoso,sono poco o niente democratiche, e considerando il fatto(caro segretario) che il nostro non è ancora un partito di massa, ma un partito degli ultimi orbi che si avviano verso la terra dei ciechi, fatti come questi non fanno fare bella figura al partito.
se a causa di questi comportamenti scellerati. il partito prenderà (dio non voglia)una mazzata, speriamo che i dirigenti sapranno comportarsi di conseguenza

Commentato da Massimo Asti
Data 18 Gennaio 2010 alle 17:47

Cari compagni di Genova, leggo con interesse le vostre posizioni critiche verso l’attuale andamento del partito. Anche ad Asti stiamo ragionando sulle stesse problematiche e pensavamo di estendere le nostre posizioni, le stiamo raccogliendo in un documento che sottoporremo al CPF, a livello nazionele per condurre un processo di “democratizzazione” del partito e per difendere le posizioni per cui abbiamo strenuamente lottato al congresso di Chianciano. Se siete interessati vi invieremo il documento e insieme potremo discutere su come organizzarci per controbbattere questa deriva di “destra” ed istituzionalista.
Massimo Di Antonio -Segreteria PRC Asti-
Telefono federazione di Asti 0141/34970

Commentato da carlo circolo bianchini
Data 19 Gennaio 2010 alle 09:24

caro Massimo di Asti, non avevamo dubbi sul fatto che il nostro non poteve essere un malessere peculiare della Bianchini, e più in generale genovese,

sapevamo che esiste un mal di pancia diffussissimo, e il tuo intervento lo conferma , siamo interessati( e bisognosi anche) di schiambiare contributi, perchè neanche noi sappiamo bene come procedere, per incidere efficacemente, si perchè oltre un certo limite non si può andare, siamo consapevoli ed abbiamo preso coscenza, che il partito (attualmente) è strutturato, per concedere sfogatoi e spazi pseudoliberi, fare finta che ci sia democrazia , perchè hanno bisogno di noi,come attacchini,distributori di volantini ecc, ma quando c’è una decisione importante allora ,queste si prendono ad un livello più alto, questa sorta di cupola, popolata da pochi notabili, che fa il bello e il cattivo tempo , oramai come si diceva a Carraro certi organismi somigliano più ad un comitato elettorale volto a garantire e mantenere la stessa nomenklatura, questa casta auto referenziale, si è radicata bene all’interno dei partiti che è difficilissimo toccare , perchè si sono circondadi di fedellissimi yesman, che distribuendo favori e prebende, costituiscono una forma di cordone sanitario difficile da scalfire.
credo che bisogna farsi venire in mente ed inventare qualcosa che riesca ad individuarli come responsabili del declino di rifondazione, bisogna imparare a parlare nelle assemblee,è quando questi generali vengono a visitare le truppe devono sentire tutta l’ostilita che c’è nei loro confronti.
a presto Carlo

Commentato da Massimo Asti
Data 19 Gennaio 2010 alle 21:03

Capisco il contenuto di fondo del post di Carlo; troppi sono ancora i “carrieristi” nel nostro partito…e non capisco neppure cosa ci stanno a fare nel PRC, in questo momento. Resta il fatto che dobbiamo muoverci per evitare il disfacimento di Rifondazione. Come ho detto noi vorremmo intraprendere la strada del documento da sottoporre a tutte le Federazioni e al Nazionale; un documento di forte critica delle posizioni assunte nell’ultimo periodo. Per fare questo abbiamo bisogno di creare una rete di appoggio trasversale tra circoli, federazioni e singoli compagni. Cerchiamo di tenerci in contatto: come diceva Mao? Spariamo sul quartier generale!
P.S. anche io sono stato un fermo sostenitore, a Chianciano, della mozione 1 e soprattutto dell’area ferreriana, così come tutti i compagni che si stanno muovendo con me ad Asti….ora siamo fortemente delusi dall’operato di Paolo.
Un abbraccio Massimo

Commentato da carlo circolo bianchini
Data 20 Gennaio 2010 alle 14:57

Caro Massimo, hai capito il problema perfettamente, siamo disponinili a tutto ,penso che dovremmo costruire senza dubbio una rete di raccordo per concentrare meglio le iniziative, io intanto partecipo e visito i blog più importanti che vanno da Ferrero a Grassi, in questo momento grassi ha aperto un quesito”RIFLESSIONI SU RIFONDAZIONE”, (dicui sotto allego il mio contributo), e nei vari blog ho potuto constatare che c’è molto fermento se tutti ci facciamo sentire anche cosi non sarà risolutivo certamente, ma potrà contribuire a fare chiarezza. a presto Carlo
caro compagno Grassi ,hai posto un importantane quesito che darà (mi auguro) la possibilità a tantissimi militanti (e ti posso assicurare che sono tanti)scontenti e demoralizzati, io non sono ottimista come te, non ci sono (per la realtà che conosco)segnali incoraggianti, perchè gli scritti e le partecipazione agli attivi diminuiscono.io penso (forse a ragione) che la tua è solo un tentativo di fare una profezia auto avverantesi, una sorta di scaramanzia(l’ottimismo della speranza)
Premesso che al congresso ho votato la mozione Acerbi Ferrero, mi piace incominciare, dal P.S tu metti gia le mani avanti e cerchi di pilotare il discorso sui binari a te più congeniali, che sono quelle ( credo)dei voli pindarici, petizioni di principio, parlare di filosofie ,anziche parlare di cose reali , si perchè quando dici, che nelle regionali o comunque le situazioni locali non contano, non incidono sulla politica complessiva, mi viene il dubbio che o io o tu non sappiamo bene di cosa parliamo.
essere alleati con Loiero e Bassolino ecc o no, fa la differenza? o no, i consigli regionali dato che con le nuove leggi, controllano pezzi importanti nella gestione dei servizi, e più in generale nell’orientamento e nel’ indirizzo dell’economia, sanità, scuole,trasporti ecc. pensare che essere in giunta a Bologna Firenze Genova , dove si fanno politiche antipopolari , dove si fanno accordi con sindaci sceriffi,o come in liguria dove il partito del cemento e di Cuffaro (so che non gradisci) si è incaricato di distruggere la sanità, con la scusa della razionalizzazione,e che dati certi parlano di lunghe liste di attesa, fa la differenza o no?
invitare i compagni a non parlare delle regionali equivale a dirgli di non parlare di cose che conosci, non parlare della realtà che vivi sulla tua pelle,non parlare del fatto , che vi siete presi al briga di scomodare MAJAKOVSKIJ( esci partito dalle tue stanze) avete parlato di nuovo corso, di discontinuità,per poi procedere e dare una giustificazione alla casta, al ceto politico che nel nostro partito vive di politica e che pensa unicamente a fare carriera, di diventare segretario provinciale o regionale, perchè questo significa che poi avrà diritto ad essere eletto in regione, provincia o parlamento,bisogna costruire una classe politica meno governista, e che sappia occuparsi del partito non di fare carriera.
bisogna inventare un meccanismo dove se sei al vertice del partito non puoi candidarti, perchè se no se in conflitto di interessi. la storia del declino di rifondazione gronda di casi di scissioni perpetrate, per non abbandonare la poltrona e chiaro come il sole che se io sono segretario regionale e contemporaneamente io o i miei amici sono a fare l’ assessori, sono in conflitto.
un meccanismo che impedisse questo allontanerebbe subito gli opportunisti,poi ci vuole un meccanismo di selezione delle classi dirigenti che abbia a cuore l’idem sentire col partito,non come a genova che abbiamo una situazione dove la stragrande maggioranza del partito non era d’accordo sull’alleanza e i dirigenti l’hanno fatto lo stesso, è naturale domandarsi che se la testa non è d’accordo col suo corpo qualcosa bisogna fare , ci avete promesso(a genova ) si durante il congresso che dopo si sarebbe avviata una consultazione tra gli scritti, per decidere se stare o no nelle giunte, niente di fatto promesse non mantenute, ed allora come pensate di non perdere le elezioni?
un’altra cosa ,che anche se indirettamente, ti riguarda,e puoi dire come la pensi,il nostro segretario dopo la costituzione delle federazione, non si firma più come segretario PRC(di cui siamo affezionati ed abbiamo fatto una scissione per difendere)ma nei comunicati stampa nei blog e nelle interviste, si firma Ferrero–fed,della sinistra, è scomparsom PRC, non è che abbiamo subito una scissione per difendere una identità che adesso sciogliamo in un contenitore più grande?
rifletti bene e vedi che la crisi che rifondazione vive è una crisi della sua classe dirigente, sto adoperando una frase di trozki, ma io sono piuttosto (anzi molto) staliniano. saluti

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